Monthly Archives

novembre 2015

La riscoperta della libertà passa da Monaco di Baviera.

La riscoperta della libertà.

Può un semplice viaggio di piacere, riavvicinarti al gusto per la libertà e per la normalità? Beh, a me è successo!

Non ascoltare nessuno, ma segui tutti! Me lo sono ripetuto spesso in queste fredde giornate trascorse a Monaco di Baviera, quasi a voler allontanare dalle mie orecchie quelle voci che mi consigliavano di non partire e di stare lontano da posti affollati, come se fosse possibile in una città che fa della convivialità e dell’aggregazione i mantra della propria cultura. Continue Reading

TEDxAssisi: Ritorno alle emozioni

“Passeggio in tondo, cercando connessione per il mio tablet. Wi-Fi è vita. Il resto è silenzio. Conto mentalmente i passi che compio e che mi separano dal tornare online. Accanto a me ci sono alcuni dei migliori professionisti con cui abbia mai lavorato. Scrivono e pensano in inglese, parlano in dialetti diversi, ma sorridono tutti allo stesso modo. Le loro dita scattano veloci componendo pensieri su di uno spartito in chiave qwerty. Comunicano, condividono, si emozionano.

C’è un misto fra silenzio e fibrillazione, si passa dalla calma alla concentrazione, dritti su una corda tesa fra eustress e distress, sempre in bilico sulle nostre tastiere. Siamo qui per lavoro, ma fin dall’inizio è chiaro che in ballo c’è molto di più.

Nel mio piccolo mondo sono un Capitano, ma che bello è servire per una causa collettiva.

Torno a sedermi, la connessione c’è e posso riprendere il mio posto in prima linea, accanto ai miei compagni. Gli speech si susseguono così come i tweet che ognuno di noi è chiamato a produrre. Si sentono gli applausi provenire dall’altra sala. Pausa. Sguardi d’intesa. Ce la stiamo facendo.

C’è Robin Good che si aggira fra la crew e scherza con tutti, posa per qualsiasi foto gli venga chiesta. Con eguale divertimento si prestano alle nostre interviste le persone del pubblico, a decine. “Cos’è per Lei #backtosimplicity ?” Vorrei rispondere per loro “Questo.”

Entriamo in Trending Topics su Twitter con TEDxAssisi ed il morale della crew è alto.

Mi viene spiegato che Lego is a serious play e quei buffi pupazzetti squadrati mi guardano come per dirmi “Hey bello, noi non scherziamo affatto.” Quei mattoncini servono a raccontare la propria storia, a costruirla letteralmente e chissà magari inconsciamente a distruggerla e ricostruirla mille e mille volte ancora. Il punto è che i bloccchetti colorati servono a scavare dentro di noi, dicono. Ok, ci sto.

Vedo una ragazza che non può vedermi prendersi il centro del palco e spiegare a tutti cos’è la lotta al pregiudizio, lei testimone e testimonianza insieme.

Si parla di resilienza, eppure a me torna alla mente L’arte della Guerra “Sii come il serpente del Monte Ci’ang: quando lo colpisci alla testa, ti attacca con la coda; quando lo colpisci alla coda ti attacca con la testa, quando lo colpisci a metà corpo, testa e coda ti attaccano insieme”.

Resistere alla vita, adattarsi, mai mollare.

Va in onda il video saluto di Leonardo Cenci (a proposito: AVANTI TUTTA LEONARDO!!!) e viene giù il Palazzo. L’ho già visto eppure mi emoziono, ancora.

Volevo scrivere un post brillante e che parlasse di marketing, della semplicità nelle strategie di comunicazione, di cambiamento, di adattamento e metamorfosi dei mercati conversazionali, o roba simile. Non ci sono riuscito.

Ho dato penna alla mia voce, e che qualcuno mi legga o meno poco importa. Dovevo farlo, far uscire fuori questi pensieri per catturarli e tenermeli stretti.

Ho visto sul serio gente in gamba darsi da fare per un obiettivo comune. Li ho anche visti vincere. Quindi chiedo a te lettore, curioso viaggiatore dell’etere atterrato qui per caso, spettatore del TEDxAssisi goloso di rassegna stampa, o chiunque tu sia: non chiamarci mai più generazione perduta.

Siamo in tanti, siamo forti, siamo vivi.