Diario di bordo

TEDxAssisi: Ritorno alle emozioni

By 9 Novembre 2015 2 Comments

“Passeggio in tondo, cercando connessione per il mio tablet. Wi-Fi è vita. Il resto è silenzio. Conto mentalmente i passi che compio e che mi separano dal tornare online. Accanto a me ci sono alcuni dei migliori professionisti con cui abbia mai lavorato. Scrivono e pensano in inglese, parlano in dialetti diversi, ma sorridono tutti allo stesso modo. Le loro dita scattano veloci componendo pensieri su di uno spartito in chiave qwerty. Comunicano, condividono, si emozionano.

C’è un misto fra silenzio e fibrillazione, si passa dalla calma alla concentrazione, dritti su una corda tesa fra eustress e distress, sempre in bilico sulle nostre tastiere. Siamo qui per lavoro, ma fin dall’inizio è chiaro che in ballo c’è molto di più.

Nel mio piccolo mondo sono un Capitano, ma che bello è servire per una causa collettiva.

Torno a sedermi, la connessione c’è e posso riprendere il mio posto in prima linea, accanto ai miei compagni. Gli speech si susseguono così come i tweet che ognuno di noi è chiamato a produrre. Si sentono gli applausi provenire dall’altra sala. Pausa. Sguardi d’intesa. Ce la stiamo facendo.

C’è Robin Good che si aggira fra la crew e scherza con tutti, posa per qualsiasi foto gli venga chiesta. Con eguale divertimento si prestano alle nostre interviste le persone del pubblico, a decine. “Cos’è per Lei #backtosimplicity ?” Vorrei rispondere per loro “Questo.”

Entriamo in Trending Topics su Twitter con TEDxAssisi ed il morale della crew è alto.

Mi viene spiegato che Lego is a serious play e quei buffi pupazzetti squadrati mi guardano come per dirmi “Hey bello, noi non scherziamo affatto.” Quei mattoncini servono a raccontare la propria storia, a costruirla letteralmente e chissà magari inconsciamente a distruggerla e ricostruirla mille e mille volte ancora. Il punto è che i bloccchetti colorati servono a scavare dentro di noi, dicono. Ok, ci sto.

Vedo una ragazza che non può vedermi prendersi il centro del palco e spiegare a tutti cos’è la lotta al pregiudizio, lei testimone e testimonianza insieme.

Si parla di resilienza, eppure a me torna alla mente L’arte della Guerra “Sii come il serpente del Monte Ci’ang: quando lo colpisci alla testa, ti attacca con la coda; quando lo colpisci alla coda ti attacca con la testa, quando lo colpisci a metà corpo, testa e coda ti attaccano insieme”.

Resistere alla vita, adattarsi, mai mollare.

Va in onda il video saluto di Leonardo Cenci (a proposito: AVANTI TUTTA LEONARDO!!!) e viene giù il Palazzo. L’ho già visto eppure mi emoziono, ancora.

Volevo scrivere un post brillante e che parlasse di marketing, della semplicità nelle strategie di comunicazione, di cambiamento, di adattamento e metamorfosi dei mercati conversazionali, o roba simile. Non ci sono riuscito.

Ho dato penna alla mia voce, e che qualcuno mi legga o meno poco importa. Dovevo farlo, far uscire fuori questi pensieri per catturarli e tenermeli stretti.

Ho visto sul serio gente in gamba darsi da fare per un obiettivo comune. Li ho anche visti vincere. Quindi chiedo a te lettore, curioso viaggiatore dell’etere atterrato qui per caso, spettatore del TEDxAssisi goloso di rassegna stampa, o chiunque tu sia: non chiamarci mai più generazione perduta.

Siamo in tanti, siamo forti, siamo vivi.

Carlos Bellini

Author Carlos Bellini

Social Media Strategist. Elaboro e realizzo strategie di marketing e comunicazione per aziende ed eventi, in particolar modo nel settore Food. Creativo e razionale quanto basta per prendere le decisioni giuste al momento giusto. Leadership, passione, voglia di vincere.

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  • Elena Brescacin ha detto:

    Mi hai fatto sorridere parlando della ragazza che “non ti può vedere”! :) Detta così sembra quasi che mi stai antipatico! :) Non ci siamo neanche presentati, pazienza.
    Detto questo, “wi-fi è vita, tutto il resto è silenzio”. Per te lo era solo nell’evento, per me lo è sempre; spesso e volentieri se non ho internet funzionante -anche solo fosse in 3g- mi manca praticamente tutto. E non per i social, dei social mi interessa fin là, mi manca proprio un occhio.
    nel tuo post comunque leggo le stesse sensazioni che proviamo noi quando facciamo gli eventi live su NvApple e NvRadio; che siamo di persona in qualche demo dal vivo e andiamo in diretta radio, o che siamo a casa e andiamo in diretta radio, Murphy incombe sempre su di noi, e noi cinque siamo sempre i creatori sia dell’evento sia i manutentori della parte social.
    Io mi porterò sempre un ricordo ottimo del tedx, non è da tutti i giorni sentirsi veramente parte di un gruppo e parlare e scherzare con persone appena conosciute, come se ci si conoscesse da sempre e senza alcun tipo di barriera; “ma su internet succede sempre”, no, non è la stessa cosa e soprattutto su internet non è sempre vero. In reale è tutt’altro.
    Difficile condividere su internet delle emozioni vere, autentiche, vissute in reale.

    • Carlos Bellini ha detto:

      Ciao Elena, hai ragione non ci siamo presentati, ma per tutto il giorno sono stato nella saletta della social crew e l’unico istante in cui mi sono affacciato nella sala grande, a fianco al pubblico, stavi parlando te. In quel momento non poteva vedermi nessuno, ero come nascosto in un angolo, quasi a non voler rovinare la magia di quell’istante. Ho in un certo senso sbirciato, ma sono riuscito a cogliere, spero, il messaggio importante che hai lanciato.
      Il mio ricordo del TEDx è molto bello e spero di poter rimediare, presentandomi la prossima volta che ci incontreremo. Grazie :)

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