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ottobre 2015

I social media nelle ricerche di marketing

I social media nelle ricerche di marketing

“Alla base dello svolgimento di una ricerca di marketing c’è la convinzione che è più efficace prendere decisioni strategiche avendo a disposizione delle informazioni relative ai fenomeni di mercato su cui le decisioni prese (o non prese n.d.r.) avranno effetto”.

Così scriveva Gabriele Troilo nel testo universitario “Ricerche di Marketing” pubblicato nell’ormai lontano 2003. Molti aitanti guru della comunicazione potrebbero additare l’intero volume come residuato bellico, o reperto archeologico, o quello che preferisce la vostra fantasia. Ma ne siamo così sicuri?

Davvero il marketing può permettersi di sacrificare, sull’altare dell’innovazione a tutti i costi, alcuni assunti fondamentali? No.

Cambiano i mercati, i players, i clienti obiettivo diventano personas e gente come Aacker e Porter, vengono mandati in pensione (ed i rispettivi volumi vengono messi in soffitta). Tuttavia ci sono due cose che restano immutate: la necessità di creare valore aggiunto e l’importanza fondamentale delle informazioni.

A cosa servono le ricerche di marketing

Le ricerche di marketing sono fonte di vantaggio competitivo, poiché contribuiscono alla creazione di valore aggiuntoarricchendo il patrimonio di conoscenze dell’impresa. Attraverso di esse cerchiamo di reperire informazioni, di trovare degli input che ci permettano di rafforzare la nostra presenza nel mercato. In altre parole, cerchiamo di reperire dei dati.

  • Dati Primari: appositamente raccolti con lo scopo di effettuare una determinata analisi.
  • Dati Secondari: raccolti per altri scopi, ma che comunque possono contribuire all’assunzione di determinate decisioni.
  • Dati Interni: provenienti da fonti informative interne all’impresa.
  • Dati Esterni: provenienti da fonti istituzionali o comunque esterne all’impresa.

Indipendentemente dalla loro provenienza, i dati che l’impresa intende raccogliere per migliorare il proprio processo decisionale, riguardano essenzialmente due soggetti: la concorrenza e i clienti.

È doveroso a questo punto fare una precisazione, per rendere chiaro il proseguo dell’articolo: per ogni quesito di marketing (cioè quel qualcosa che ci ha spinto ad effettuare la nostra ricerca, sia esso il lancio di un nuovo prodotto, l’apertura di una nuova filiale, l’insediamento in un nuovo mercato, ecc) esiste sempre più di una soluzione. Qui entra in gioco la bravura di colui (o coloro) che effettua la ricerca di marketing. Il compito di questo professionista è quello di rappresentare uno spaccato della realtà che interessa all’impresa, nella maniera più verosimile possibile. Egli dovrà avvalersi della propria esperienza, delle proprie conoscenze e spesso anche semplicemente del proprio intuito. Infatti, la sua abilità starà proprio nel riuscire ad offrire all’impresa committente (di cui egli è dipendente o consulente) un quadro abbastanza preciso della situazione, ottimizzando budget, tempi, persone, strumenti – spesso ridotti all’osso – messi a sua disposizione.

Fra gli ultimissimi strumenti a disposizione del “ricercatore” troviamo i Social Media. Vediamo insieme come possono inserirsi nelle nostre ricerche di marketing.

Analisi della concorrenza

Analizzando i comportamenti sui social dei nostri principali concorrenti possiamo ottenere ottime indicazioni riguardo ai giorni e agli orari migliori per pubblicare i nostri contenuti, possiamo capire quali sono gli argomenti trattati, e fra essi quali trovano un miglior riscontro fra il pubblico, come vengono comunicati i prodotti – e ancora una volta la reazione generata fra i clienti obiettivo – il peso dato agli eventi, la frequenza, rapidità e qualità delle risposte date agli utenti che pongono quesiti su questo o quell’altro aspetto dell’impresa. E ancora, gli utenti più attivi, gli influencer con i quali l’impresa è in contatto, il sentiment generale nei confronti del brand. I valori trasmessi e soprattutto il tone of voice utilizzato per trasmetterli.

Analisi dei clienti

 I social sono il regno delle conversazioni ed è proprio da qui che le nostre ricerche di marketing possono partire per cercare di scoprire i gusti dei consumatori. Specifichiamo: attraverso un’attenta analisi delle conversazioni che avvengono sui social è possibile:

  • individuare bisogni dei consumatori attualmente non soddisfatti da alcun prodotto/servizio (sia esso diretto concorrente o succedaneo).
  • individuare bisogni latenti con annessa possibilità di lanciare un prodotto innovativo.
  • conoscere il valore percepito del nostro brand e dei nostri prodotti.
  • capire come i clienti utilizzano il nostro prodotto e se eventualmente esso viene utilizzato in combinazione con altri.
  • utilizzare i social come un focus group, ottenendo dei risultati relativi alla risposta dei clienti potenziali rispetto ad un nuovo prodotto/servizio senza però sopportarne i costi di produzione, ad esempio per un local market test.
  • individuazione degli ambassador e degli influencer di settore.

Come avete visto attraverso i social media potete reperire davvero moltissime informazioni utili alle vostre ricerche di marketing.

Di seguito vi elenco una serie (soltanto indicativa) di tools utili (e free) per svolgere alcune delle ricerche nell’elenco.

A presto!

I colori nel marketing al tempo di Inside Out!

Il significato dei colori spiegato da 5 curiosi personaggi, al tempo delle “emozioni animate 3D”. Inside Out, l’ultimo capolavoro d’animazione firmato Disney Pixar, visto sotto il profilo del “marketing dei colori“; uno spunto originale – spero appassionante – per richiamare l’idea che dietro ogni emozione si nasconde un preciso messaggio. In questo scenario, la scelta del colore è fondamentale!

Chi ha visto il film, sa benissimo di cosa sto parlando. 5 simpatici personaggi, creati allo scopo di rappresentare le 5 emozioni di base dell’individuo umano: gioia, rabbia, disgusto, paura e tristezza. Frutto di un lungo processo di studio, la loro creazione ha coinvolto figure professionali molto diverse, tra cui esperti marketer in grado di comunicarne gli aspetti emozionali, trasmettendoli abilmente allo spettatore in sala.

Vediamo come.

IL LEGAME TRA GIOIA E TRISTEZZA

Gioia e Tristezza vanno spesso a braccetto!

GIOIA E TRISTEZZA: emozioni agli antipodi, legate tra loro più di quel che sembra.

Può sembrare paradossale, eppure Gioia e Tristezza sono due emozioni strettamente legate tra loro.

Vi siete chiesti come mai per entrambi i personaggi si sia ricorso al colore Blu? Semplice, la necessità di trasmettere Fiducia allo spettatore, in maniera costante per tutta la durata del film; non a caso sono proprio loro due a recitare un ruolo determinante nel racconto, da un lato con ottimismo e positività, dall’altro con affidabilità e con quel pizzico di genialità tipico delle personalità chiuse e introverse.

Lo stesso avviene nella realtà. Molte aziende, per entrare nei loro mercati o per consolidarsi, hanno deciso di puntare sull’ affidabilità del prodotto offerto, puntando tutto sulla fidelizzazione del consumatore finale. La scelta del colore Blu si è rivelata vincente in molti casi, per di più in settori molto diversi tra loro: dalla telefonia (TIM) ai social network (FACEBOOK, TWITTER), dall’informatica (HP, IBM) alle case automobilistiche (FORD).

Tutti esempi di aziende che hanno saputo avvicinare a se milioni di consumatori, li hanno fidelizzati in maniera impeccabile, facendoli sentire parte integrante del brand, rendendoli diffidenti verso ogni forma di cambiamento verso altri competitors.

E GLI ALTRI PERSONAGGI?

DISGUSTO, RABBIA e PAURA: quali messaggi trasmettono?

DISGUSTO, RABBIA e PAURA: quali messaggi trasmettono?

Anche le altre Emozioni suggeriscono precise volontà comunicativa messe in atto dagli animatori della Pixar. Vediamoli nel dettaglio:

  • Rabbia, non è altro che un vivido fuoco, ovviamente raffigurata di Rosso. Si tratta di una personalità estremamente dinamica, un moto perpetuo in continuo stato di eccitazione e movimento. Il colore indica forza e dinamismo e si abbina perfettamente all’universo giovanile; NINTENDO, KELLOGG’S, COCA-COLA, LEGO sono solo alcuni esempi di brand che si muovono in questo preciso contesto, nel quale vi è poco spazio per la concorrenza.
  • Paura, somigliante a un nervo, è identificata dal colore Viola. Il personaggio, all’apparenza fragile, indeciso e disorientato dal corso degli eventi, nasconde dentro di se una profonda saggezza e creatività, rafforzate abilmente dall’impostazione che viene data alle sue braccia, conserte dietro la schiena in atteggiamento riflessivo, come se stesse cercando la soluzione a un problema. Ecco, forse, spiegato il motivo per cui uno dei più importanti server di ricerca (YAHOO) ha puntato sul viola, trasmettendo risolutezza e certezza nelle ricerche agli utenti del Web.

E Disgusto? Sinceramente, non ho capito molto la scelta di abbinare una personalità cosi (a tratti snob e mai propositiva) al colore Verde, simbolo di crescita e salute, molto vicino a temi sensibili come ambiente e alimentazione. Una scelta poco comprensibile, ma probabilmente dettata da altre esigenze.

E allora, chi di voi è ancora convinto che un colore valga l’altro?