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dicembre 2014

Foursquare e Swarm: il destino è nelle vostre mani

Le vie di Foursquare

“Aspetta, fammi fare check-in su Foursquare!”

Ecco uno dei tormentoni che ci ha accompagnato negli ultimi anni. Molti di noi hanno pronunciato questa frase di fronte ai propri amici, spinti dalla possibilità di diventare Major di un luogo, usufruire delle promozioni attivate dalle varie attività commerciali e dalla possibilità di lasciare consigli e recensioni per altri utenti.

Foursquare piaceva – almeno a me – per questo: un’App completa, composta da una solida intelaiatura informativa fatta di tips e recensioni che al suo interno celava – neanche troppo – un’anima giocosa che spingeva gli utenti alla competizione e al raggiungimento di alcuni premi, i cosiddetti special. Chiunque poteva mettere in palio alcuni benefit esclusivi per coloro i quali raggiungevano un determinato numero di check-in nello stesso luogo: anche un semplice caffè bastava ad innescare un meccanismo di gioco e relazione tra utenti e brand.

Un fenomeno che ha coinvolto un panorama attivo di circa 45 milioni di utenti in tutto il mondo!

In seguito ad un periodo di crisi – nel quale il social network ha registrato una forte difficoltà a conquistare nuovi utenti e a coinvolgere quelli storici – la compagnia ha deciso di dare una scossa, smembrando la piattaforma e dando vita a 2 App distinte nel nome e nella funzionalità: il “vecchio” Foursquare, relegato a semplice archivio di recensioni e consigli, e Swarm (“lo sciame”) dedicato all’attività di check-in, privato però del punto di forza rappresentato dalla giocosa competizione tra utenti. E adesso?

No, non potete farmi questo!

Aldilà degli aspetti economici e strategici dell’operazione – per i quali consiglio un articolo di Stefano Priolo su Wired dal titolo “Perché Foursquare ha fatto autogol” – i dubbi maggiori sono le tempistiche d’attuazione e soprattutto il perchè. Il boom della geo-localizzazione lo aveva reso un punto di riferimento, grazie a quel pizzico di originalità e sana competizione tra utenti collegati da tutto il mondo che lo rendevano davvero unico.

Perché toglierci questo sfizio? Perché proprio ora? A distanza di mesi, una risposta non l’ho ancora trovata; ho provato a immaginare il destino che attende le due piattaforme nei prossimi mesi e ho deciso di scriverci questo post.

Partiamo dal “nuovo” Foursquare.

Foursquare, rimani te stesso, sii trasparente!

Spille e adesivi Foursquare

Chissà se rivedremo ancora tutti questi colori (photo by Nan Palmero)

Con i debiti scongiuri, Foursquare si troverà ad intercettare un pubblico di utenti affamato di consigli e recensioni, con l’inevitabile scontro frontale con il panorama local di Google e Trip Advisor. Come a dire, quando ti scegli un nemico, fallo alla grande!

E’ vero, la concorrenza sarà spietata – il volume di utenti fedeli a Trip Advisor parla chiaro – ma l’impresa è di quelle possibili, a patto che si parta da un principio imprescindibile: la trasparenza. E’ comprovata oramai da anni la presenza su Trip Advisor di profili fake, creati più per screditare che per consigliare in maniera obiettiva. Bene, la sfida per Foursquare sarà proprio questa: evitare la deriva dell’anonimato, mantenendo la “limpidezza” derivante dalle sue origini di social network senza subire alcuna contaminazione; se riuscirà in questo, la sua attendibilità e il suo prestigio non avranno più nulla da invidiare agli altri.

Questo scenario avrebbe conseguenze positive sulle aziende che eventualmente decideranno di investirci: dal titolare del piccolo ristorante fino al responsabile della grande catena alberghiera, avrete tutti quanti un’arma in più per capire che cosa si dice del brand: nome e cognome di chi scrive una recensione o lascia un consiglio su di voi (nel bene e nel male), con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di conoscenza del cliente e dei suoi interessi. Insomma, una sentiment analisys completa, gratuita e veritiera.

Mica Male!

Swarm: tira fuori il bambino che è in noi!

Veniamo ora a Swarm: nata nell’estate 2014 e relegata alla semplice attività di check-in. Le difficoltà di sviluppo che ne hanno minato l’avvio (bug e crash come se piovesse!) e la concorrenza di un colosso come Facebook che da tempo ha investito ingenti risorse nella geo-localizzazione, sembrano inesorabilmente tracciarne un sentiero tutto in salita. Di fronte al noto Facebook Places, ideato e sviluppato intorno a un’idea di business per le aziende (con la possibilità di offrire Deals e promozioni per gli utenti, interagendo direttamente con loro) non sembrano esserci molte chance.

Nonostante questo, Swarm può ancora giocarsi le sue carte, a patto che cambi rotta puntando sull’idea originaria di gioco e competizione associata a premi (offerte, promozioni, coupon); se cosi sarà, i sostenitori del vecchio Foursquare torneranno alla carica, riprenderanno possesso dei propri titoli acquisiti e saranno i primi a dare vita ad una nuova esperienza di gioco a suon di check in.

Tra (poche) certezze e potenzialità

In definitiva, rimane il dubbio già espresso in precedenza: nessuno conosce gli sviluppi futuri del mondo legato ai due social network, è arduo decifrare fino in fondo le potenzialità di Swarm e tanto più prevedere le conseguenze di una concorrenza spietata al “nuovo” Foursquare. Ciascuna piattaforma ha i suoi pro e suoi contro, in termini di prestazioni e tempi, ognuna mira a raggiungere specifici risultati; si tratterà solo di optare tra alcune scelte (al momento) più sicure o avere più pazienza e credere negli sviluppi nel lungo periodo.

Vi aspetto per i prossimi sviluppi.

Io intanto continuo a fare check-in!