Siamo quasi giunti al termine del 2018, un anno interessante dal punto di vista della comunicazione.

C’è chi ci ha colpito in positivo, chi deluso terribilmente.

Scopriamo insieme le migliori e le peggiori campagne marketing di quest’anno…iniziamo.

 

EPIC WIN

Taffo…”Ricordati che anche tu devi morire.”

Ai giorni d’oggi è difficile comunicare, immagina di doverlo fare per un’agenzia funebre. Taffo si è resa celebre per il suo carattere spinto, deciso, pungente e soprattutto, a mio avviso, geniale. Ne ho scelta una, ma ce ne sono tantissime.

Della serie “Se non ci rivediamo…buone feste”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Unieuro: “Batte, forte, sempre”.

In occasione del Black Friday, Unieuro ha scelto uno testimonial di eccezione: Rocco Siffredi. Una scelta indubbiamente coraggiosa, quella di proporre per 15 giorni (dal 12 al 26 di Novembre), degli scketch divertenti della famiglia Siffredi nei quali vengono presentati i vari prodotti scontati, in vendita negli store e nel sito di Unieuro.

E’ stato definito “Il Black Friday più lungo della storia”. Al di là dei giochi di parole piuttosto ovvi, sicuramente almeno tra i più giovani l’effetto è stato assicurato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Instant marketing di Ceres

Uno dei pochi brand che ha saputo sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai social media. A chi si rivolge? Un pubblico giovanile, ribelle e sfacciato. Ceres utilizza delle strategie comunicative ispirate all’instant marketing, e su questo il brand è indubbiamente un’eccellenza.

Anche quest’anno è già Natale. Si, ma da quanto? Dal 14 Novembre. (PERCHE’???)

EPIC FAIL

Il caso Uliveto

Se ne è parlato fino allo sfinimento. L’impavida bottiglia, di dimensioni giganti, copre delle atlete nella foto di gruppo: Miriam Sylla e Paola Egonu. Le accuse di razzismo sono subito state rigettate, perché ad essere nascoste non era loro. Si trattava di una foto vecchia in cui le due erano totalmente assenti. E allora perché metterla? E, soprattutto, perché coprire qualcuno?

Non entrerò nel dettaglio della vicenda, ormai nota, l’unica cosa chiara è che è stata una pessima pubblicità per il brand, con ripercussioni estremamente negative.

Pensavate che dopo “il passerotto che parla” si potesse fare peggio? Evidentemente si.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carrefour e Ferragnez

In occasione del 29esimo compleanno del marito Fedez, Chiara Ferragni ha pensato bene di organizzare una splendida festa all’interno di un supermercato Carrefour.

Le stories di Instagram hanno suscitato particolare indignazione: scene di lanci di insalata, finocchi, pomodori e chi più ne ha più ne metta; gare di carrelli…insomma, il popolo del web non l’ha presa bene, e non ha perdonato né i due influencer né il brand stesso.

Carrefour ha pensato che associare il suo marchio a due personaggi così rilevanti sarebbe stata un’abile strategia. L’effetto è stato contrario. Il target non è stato centrato affatto: non credo che i giovanissimi vivono il momento della spesa come dovere quotidiano. La regola del “basta che se ne parli” non funziona mai.

 

 

 

 

 

 

 

Dolce&Gabbana

E per ultimo, ma non certo per importanza, il caso di Dolce&Gabbana. Per promuovere la propria linea in Cina, D&G decidono di organizzare un grande evento a Shangai: un evento con circa 1500 partecipanti. La comunicazione “D&GLovesChina” vede 3 video con una modella che cerca di mangiare con le bacchetta, in maniera del tutto goffa, del cibo italiano (pizza, spaghetti e un cannolo siciliano). Si sa, che in Cina come in Giappone, c’è un grande rispetto per la propria cultura e, manco a dirlo, non l’hanno presa affatto bene. Se non rispetti chi hai di fronte, hai sbagliato in partenza. Questo vale anche per i brand.

 

 

Eccoci dunque alle conclusioni. Ho deciso di chiudere quest’anno in bellezza, proponendoti soltanto alcuni dei principali Epic Win & Fail del 2018.

Per il momento è davvero tutto. Ti auguro un felice 2019, sperando che prometterà bene, come questo anno passato, in ambito della comunicazione.

A presto,

Ilaria

Ilaria Bianconi

Author Ilaria Bianconi

"Il marketing non è più questione di ciò che sai produrre, ma della storia che sai raccontare". Come non essere d'accordo? E'così che ho iniziato la mia avventura, occupandomi di web writing e di social media marketing.

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