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giugno 2015

Cartolina dal Web Marketing Festival 2015

Cartolina dal Web Marketing Festival 2015

L’atmosfera che si respira in certi posti, te la porti dietro per qualche giorno ancora, anche dopo che sei già tornato a casa. Questo è quello che sta succedendo a me, mentre scrivo questo post.
Raccontare il Web Marketing Festival 2015 non è semplice, come non può mai esserlo raccontare qualcosa che vive e si evolve.
Due giorni intensissimi, con interventi per tutti i gusti: UX e Web Design, SEO, Video Marketing, Web Analytics, Social Media Management, Content Marketing, Tourism, Mobile Marketing e molto altro ancora.
Oltre 120 relatori si sono alternati nei due giorni del Festival, il 19 e 20 Giugno, nelle 22 sale dell’immenso Palacongressi di Rimini.

Entro e vengo subito colpito dai musicisti, che fin dal primo mattino accompagnano i partecipanti nell’attesa dell’accreditamento.
Ho il mio programma faticosamente personalizzato in mano, ma ho davvero qualche istante di titubanza: come faccio a rinunciare a certi speech?!? Non lo so, ma mi metto l’anima in pace e corro deciso verso le varie sale che mi ero prefissato di raggiungere.

Carlos Bellini al Web Marketing Festival 2015

Carlos Bellini al Web Marketing Festival 2015

Sarebbe troppo lungo raccontare per filo e per segno ogni singolo intervento al quale ho assistito, per quanto ognuno di essi meriterebbe un post a parte. A molti degli speech ai quali ho preso parte, ho pure chiesto la parola per fare delle domande ed approfondire degli aspetti che toccano il mio lavoro di tutti i giorni – in fondo questi eventi servono anche per imparare e migliorarsi – prendendo poi freneticamente appunti.

Mi hanno colpito moltissimo – come ogni volta che lo ascolto – le considerazioni di Giorgio Soffiato, sull’evoluzione della figura del consulente esterno nei prossimi anni, sempre meno orientato al Content e sempre più focalizzato sulla Strategy pura. Concordo con lui quando dice che il primo caposaldo del rapporto fra azienda e consulente dovrebbe essere la fiducia e la trasparenza in materia di budget a disposizione. Solo così entrambe le parti possono fare bene il proprio lavoro.

Interessante anche entrare nei meandri del confronto generazionale fra Boomers, Generation X e Millennials e delle diverse abitudini di acquisto, relativamente al settore Travel – nel quale mi sto addentrando in quest’ultimo periodo – grazie allo speech di Giulia Eremita e Serena Giust.

Infine, esaustivo e coinvolgente come al solito, Angelo Marolla che ha spiegato, analizzando i singoli passaggi, come portare traffico al proprio sito utilizzando Facebook Advertising e le nuove release in materia di geolocalizzazione.

Ci sarebbe veramente molto altro da dire, ma concludo con un grazie. Grazie ai vecchi amici che ho avuto il piacere di ritrovare, alle nuove conoscenze che ho fatto e soprattutto a Giorgio Taverniti e Cosmano Lombardo, che ammiro moltissimo come professionisti e come persone.

Selfie conclusivo Web Marketing Festival 2015

Selfie conclusivo Web Marketing Festival 2015

All’anno prossimo!

Cantine Aperte 2015: il bicchiere è mezzo pieno!

L’edizione 2015 di Cantine Aperte ha assunto la dimensione di un evento social allo stato puro, perfettamente integrato nelle dinamiche delle varie realtà territoriali dell’Umbria.

Mai come quest’anno, l’esperienza vissuta da migliaia di appassionati è stata raccontata e condivisa sfruttando le potenzialità della comunicazione 3.0. Tenendo conto del numero di cantine aderenti all’iniziativa (48) e considerando che molte di esse (purtroppo) ancora non concepiscono i social network come possibilità di sviluppo, il giudizio nel suo complesso è positivo, certamente in crescita e di buon auspicio per il futuro.

Facebook: tante strategie, un unico scopo!

Si sa che Facebook si presta benissimo al racconto delle storie e delle emozioni dei suoi protagonisti e certamente Cantine Aperte 2015 non ha fatto eccezione. Osservando il lavoro delle singole cantine, appare evidente la “messa in moto” di varie strategie comunicative, diverse tra loro ma tutte finalizzate a raccontare l’esperienza in tutte le sue sfumature.

Cantine Aperte 2015: 3 strategie di visual storytelling

3 strategie di visual storytelling: Madrevite, Scacciadiavoli e Caprai.

Le 3 immagini rappresentano ciascuna una linea comunicativa ben precisa, con “attori” e sceneggiature diverse ma egualmente incisive nel trasformare l’evento in qualcosa di unico ed esclusivo agli occhi delle singole community.
C’è chi ha puntato sull’ originalità dell’esperienza proposta, mettendo al centro della storia “l’offerta” (è il caso del tour in Vespa di Madrevite o quello in elicottero organizzato dalla Cantina Goretti). Se si considera l’immagine con le Vespe, l’attenzione è totalmente canalizzata su di loro e solo secondariamente sulle persone che hanno preso parte all’evento.
La cantina Scacciadiavoli di Montefalco ha proposto – a mio parere – la miglior sceneggiatura dell’evento: grazie ad un’accurato utilizzo di programmi di photo editing, ha dato spazio ai volti carichi di sorrisi e divertimento delle persone, “ambientandoli” in un’atmosfera fuori dal tempo, quasi fossero protagonisti di una fiaba.
Infine, molto vicina alla tradizione, ma pur sempre vincente è stata la scelta della cantina Caprai. In questo caso tutto ruota attorno al vino, alle suggestioni che esso crea nella mente delle persone; una scelta condivisibile, dettata dalla presenza di un brand che da anni è sinonimo di qualità e avanguardia in tutto il mondo.

Il ruolo decisivo dei blogger: il caso della Strada dei Vini del Cantico.

Cinguettare non è mai stato il punto di forza delle aziende vitivinicole umbre e Cantine Aperte 2015 ne è stata la riprova: in pochi lo utilizzano, ancora meno lo fanno correttamente, limitandosi per lo più a sporadici tweet spesso e volentieri de-contestualizzati da tutto il resto.

In termini di comunicazione, molto interessante è stata l’iniziativa portata avanti dalla Strada dei vini del Cantico; ecco il tweet di presentazione:

@ViniCantico

La presentazione dell’iniziativa della Strada dei Vini del Cantico

L’ente, che per tutto l’anno si occupa della promozione del territorio in prima persona, ha adottato per l’occasione una strategia diversa. Cogliendo al volo le potenzialità della manifestazione, si è puntato su una nicchia selezionata di food & travel blogger, sul loro occhio critico e sulla loro cassa di risonanza mediatica. Per tutto il weekend li ha accolti presso le proprie strutture ricettive, serviti e riveriti, li ha accompagnati in giro per le cantine e li ha coinvolti in varie attività: visite riservate alle cantine, degustazioni guidate e – addirittura – giri panoramici in elicottero.

Il resto lo hanno fatto loro: hanno raccontato la propria esperienza e le proprie emozioni, hanno postato immagini e contenuti al grido #umbriatantaroba amplificando il messaggio su scala nazionale, come “richiesto” e sperato dagli organizzatori dell’iniziativa.

E le cantine? Nell’immediato, chi ha saputo sfruttare la loro “presenza” ne ha tratto giovamento in termini di afflusso all’evento, aiutati pure dalla stupenda giornata di sole; inoltre, guardando al futuro, il giudizio positivo espresso da queste figure, certamente potrà giocare un ruolo importante in termini di brand awareness e di promozione della propria offerta. Ma questa è tutta un’altra storia.

In definitiva, da Cantine Aperte 2015 ne esce un Umbria del vino 3.0 rafforzata, in crescita e soprattutto in grado di diversificare la propria strategia in base agli obiettivi prefissati; un movimento in grado di trasmettere l’emozione della gente e degli appassionati, ma allo stesso tempo artefice di iniziative di promozione territoriale lodevoli e ben strutturate.

L’appuntamento è al 2016, con la speranza di essere testimoni dell’ulteriore crescita della nostra magnifica regione.

Cin Cin!!!